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IL CORPO
NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
La sezione dedicata al
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, curata dallo storico del Corpo ed
amico A.Mella, è inserita nella sezione dedicata al P.N.F. poichè il
personale, inquadrato nei ruoli del Ministero dell' Interno |
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NASCITA E LA STORIA DEL CORPO
Nel
1938, il Corpo Nazionale era praticamente già operativo pur trovando una
concreta nascita con il RD 333 del 1939 poi migliorato e concretizzato con la
legge 1570 del 27 Dicembre 1941.
Il centro vitale del corpo era la Direzione Generale dei Servizi Antincendi
allora gestita dal Prefetto Alberto Giombini, il vero papà dei Vigili del Fuoco
d’Italia.
Presso ogni capoluogo era sito un Corpo Provinciale identificabile da un numero
assegnato secondo l’ordine alfabetico (fatta eccezione per Roma che nel 1941
cederà il numero 73 ad Agrigento ed acquisirà il numero 1 più consono al suo
ruolo di “capitale dell’Impero”).
Ogni corpo era dotato in genere di una sede centrale o comando e di un numero
vario di distaccamenti permanenti e volontari, più a seconda delle necessità,
squadre e distaccamenti portuali o di montagna.
I corpi provinciali, erano ulteriormente suddivisi in gategorie d’importanza a
seconda della densità di popolazione, delle aree industriali ed in genere dei
rischi naturali od artificiali.
Erano ad esempio comandi di prima categoria, Torino densamente abitata ed
altamente industrializzata, Milano e Roma per le medesime ragioni, nonchè
Genova e Palermo per l’enorme traffico navale.
Il grado del comandante del corpo era quindi in genere corrispondente alla
categoria del corpo, ad Alessandria per esempio comandava il Geom. Negri,
ufficiale di terza classe, e la città piemontese era appunto un corpo di terza
categoria.
Vale la pena ricordare che I Vigili del Fuoco furono uno dei corpi più curati
dal regime giacchè particolarmente apprezzati ed amati dallo stesso Mussolini, tenuto
sempre al corrente di tutto da Guido Buffarini Guidi sottosegretario agli
interni poi ministro nella RSI.
Il Duce non mancò mai di elogiarne l’opera e presenzio alla manovra di
Piazzale di Siena a Roma nel 1939, ed alla cerimonia di innaugurazione delle
Scuole Centrali Antincendi a Roma Capannelle.
All’indomani dell’armistizio del drammatico 8-9-43, il Corpo si spaccò in
due, uno al Centro Nord sotto il controllo della DGSA della Repubblica Sociale
Italiana a cui il Giombini aveva aderito, e l’altro sotto il controllo del
Regno del Sud ma sopratutto delle autorità militari alleate.
Al termine del conflitto spetterà al corpo nazionale aiutare ancora la
popolazione a ricominciare a camminare ed a guardare al proprio futuro.
Tuttavia le operazioni di “guerra” si concluderanno solo quando il corpo di
Trieste terminò il recupero delle vittime delle foibe.
Ai Vigili del Fuoco resterà ancora il ricordo malinconico e doloroso dei tanti
caduti, mai dimenticati, I cui figli saranno curati e cresciuti nell’apposito
istituto di Villa Bellavista a Borgo a Buggiano, dove nel 1940 il Ministero
aveva installato una casa per il riposo dei pompieri intitolata a “Tullio
Baroni”.
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ORDINAMENTO DEL CORPO |
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